Siamo tanti, siamo maschi, siamo di Carpi... siamo amici! SIAMO IL BRANCO (Oltre Ogni Bene, Contro Ogni Male)

Nome: IL BRANCO CARPIGIANO
Sono Andrea, Antonio, Luigi, Simone, Federico, Marco, Christian, Lorenzo, Giacomo, Ugo, ...
Il nostro Luogo d'Origine
La musica ed il mito, il Mito della Musica
Pace ed Avventura
Speciale (V.M. 18)
visitato *loading* volte
Chi sono GLI IMPREVEDIBILI?
Sono uomini cui è impossibile prevedere comportamento o reazione agli eventi circostanti. Sono persone a cui non si può scontare niente, si debbono ascoltare, certo, ma se si vogliono capire, si debbono osservare.
Il Branco è un nido, una culla, d’imprevedibilità. Le parole che seguono descrivono la mia osservazione etologa del Branco in un contesto di Natura e Libertà.

Sabato mattina, esterno giorno. Si parte per l’Appennino Tosco-Emiliano, la motivazione della missione è festeggiare Strafo e la sua Laurea faticosamente conseguita. Il ritrovo è presso il Ciambellino, un locale scarsamente e malamente frequentato dove i componenti del Branco possono fare e disfare a loro piacimento. Un ennesima scelta compiuta seguendo la Libertà, antitesi dell’Apparenza.
Il piano – come sempre meticolosamente messo a punto da Kecio/Kecho – prevede pranzo a base di funghi con molti del Branco in un bar-ristorante-tabaccheria-generi alimentari-stazione di servizio-ricevitoria del lotto “da Mamma Teresa”, la parte meticolosa prevede la stampa di mappe per tutti ed un briefing per la suddivisione dei posti tra macchine e scooter. Ma noi siamo Branco e non fantascienza, quindi la descrizione della realtà è molto più tortuosa: appuntamento alle 11, arrivo scaglionato fino alle 11,30 abbondanti. Suddivisione casuale degli equipaggi con evidente spreco di risorse, indifferenza totale verso le previsione meteorologiche e partenza scomposta verso la montagna. Arrivo al Ristorante tra le 12,30 e le 13,15 di tutti gli equipaggi, l’attesa tra il primo e l’ultimo (Vettura 00: Dick Dastardly e Muttley meglio conosciuti come Mincio e Skizzo) è stata ingannata con campari e vino, poi, una volta seduti, ecco che il Branco comincia ad ordinare qualsiasi cosa sia commestibile e che abbia dei funghi. Un pranzo di nozze non prevede mai tante portate come uno spuntino del Branco.
Si mangia in una bella tavolata poi come un virus il Branco comincia ad infettare tutti i coperti ancora intonsi. Un tavolo viene destinato al gioco delle carte, un tavolo è destinato a Galdo per cantare e un altro è usato per supporto dei jointmakers del branco.
Finora sembra essere una spedizione standard del Branco, niente di veramente eccezionale. Ma Gli Imprevedibili non sarebbero tali se seguissero un qualsiasi schema. Già l’arrivo sotto un torrente d’acqua del Killer con uno scooter di proprietà non chiara, con intenzione di rimanere fino al mattino seguente, è una piccola divagazione, poi si aggiunge che avremmo dovuto dormire in tenda al LAGO PRATIGNANO mentre alla partenza dal ristorante (con un gruppo fortemente ridimensionato) ci si dirige verso I TABURRI.
Piove molto, un temporale, ogni curva è un rischio per chi sta viaggiando su due ruote, ma si prosegue. Ci si ferma in una casa sicura. Qualche cerata ed un paio di maglioni per affrontare la fredda notte a 1300 metri slm. Poi è tutto casualità e felicità.
Ci fermiamo nell’ultimo baluardo della civiltà per rifocillarci di panini al prosciutto, la signora che gestisce il piccolo punto di ristoro ci avverte che non aveva niente da darci in pasto. Il Branco – come è ben noto a tutti noi Etologi – è come un cucciolo, deve trangugiare tante calorie per poter lasciare inalterato il livello di ignoranza. La natura gli viene in soccorso – la comunità montana aveva preparato una sagra paesana con Berlenghi e Tigelle. Il Branco si rifocilla.

Arrivati a I TABURRI il clima comincia a mutare, si apre il cielo e l’azzurro del cielo comincia a splendere su di noi, una casa – un rifugio – si staglia davanti a noi, tre esploratori si dirigono alla costruzione per cercare di capire come potrebbe tornare utile. Viene sfruttata fino all’osso: rimessa per gli scooter, toilette per Galdo, sala dei giochi, camerata per la notte e sfondo per le foto di gruppo.
La natura ci sovrasta ma il Branco entra in comunicazione con l’ambiente che lo circonda: trova una fonte d’acqua pura, legna che è ottima da ardere, una zona per il bivacco.
I jointmakers tornano a far sentire i loro tamburi di guerra ed il fuoco di bivacco riscalda l’aria circostante. Nascondino, storie di paura ed altro cibo ci regalano una bellissima ed inconsueta serata.

La notte si conclude con una classica stellata: in quattro sdraiati sulla terra che li ha partoriti, con i piedi riscaldati dalle braci del bivacco, vengono contate le stelle cadenti. Il Branco chiude la notte con 20 stelle all’attivo.
Il mattino ha l’oro in bocca ed al tepore dei raggi di sole ci si lava nella fonte gelata, poi è solo avventura. La diaspora del Branco serve solo per moltiplicare le occasioni d’avventura. Alcuni tornano alla civiltà, altri tornano dai loro cuccioli mentre il gruppo che abbiamo osservato si addentra nella selva oscura. Una vecchia fornace attira l’attenzione iniziale poi un torrente dove un nuovo battesimo ha corso ed in ultimo una maestosa cascata.
Come si potrebbe concludere questa avventura del Branco? La domanda è retorica. Un bel pranzo, ma non un pranzo qualsiasi ma un IL GRAN PRANZO DELLA DOMENICA. Due ore con antipasto, tre primi, due secondi con relativi contorni, dolceamarocaffè e vino come se piovesse.

Che conclusioni si possono trarre?
Il Branco: se l’osservi lo capisci ma viverlo è meglio!
La CERMANIA dei Kattivi
ieri ho letto l'articolo della discordia, nella traduzione di Repubblica, su indicazione della mia fidanzata (guarda caso italo-tedeska). Il mio Amore si è sentita doppiamente indignata ed ha scritto all'autore per sottolineare come non sia opportuno cavalcare questi luoghi comuni, sia in termini di rispetto per una nazione "sorella" sia nell'essere giustificazione dell'odio raziale nei confronti dei cittadini italiani che sono in Germania.
Sono d'accordo che il testo è comico ma la scelta lessicale trasuda Odio e fomenta lo stesso.
In ambienti come quelli dei naziskin non potrebbe essere letto come la conferma della loro superiorità raziale? A me il dubbio viene. Facendo la spola tra Italia e Germania - non parlando un tedesco eccelso anche se parlo correttamente Inglese, spagnolo e francese - mi sono trovato molte volte ad essere soggetto di ironia e di dileggio per la mia carta d'identità più che per la mia identità stessa.
Cosa potrebbe accadere dentro e fuori lo stadio se l'Italia - come mi auguro - vincesse sulla Germania? Magari con un rigore "dubbio" all'ultimo minuto? E nel caso di violenze diffuse, su chi ricadrebbero le colpe?
Pensando sempre che le responsabilità debbano cadere sui singoli, credo che sia opportuna una marcia indietro dell'autore. L'ironia non è sinonimo d'insulto, canzonare una persona o un popolo è ammissibile ma la scelta dei vocaboli e del clima dell'articolo è una responsabilità dell'autore. Ribadisco che l'articolo è un resumè di come i tedeschi siano autorizzati ad odiare gli italiani che da tempo immemore approfittano delle loro donne e rubano; gli italiani fanno questo - spiega sagaciamente l'autore - perchè sono degli invertebrati sempre pronti ad approfittare invece che onestamente lavorare.
Anche Calderoli stampando la maglietta con le vignette del profeta aveva usato un canale ironico per esprimere un concetto. Non essendo stato concorde con la scelta non voglio esserlo con questa.
CHI VOLETE LIBERO: MOGGI o BARABBA???

Io AMO il calcio, mi piace giocarlo - alla mia nascita mi hanno trapiantato due cassette di frutta dei mercati generali al posto dei piedi e mi hanno dotato di una coordinazione tale per cui anche centrare la bocca con una forchetta è un’impresa quindi i risultati non sono proprio eccelsi – e mi piace capirlo. Io ho una squadra per cui tifo; se c’è una partita in TV, se ho tempo, mi soffermo a guardarla; il VIOLA mi ha portato allo stadio e mi è piaciuto.
Ho parlato al presente indicativo ma forse – oggi – servirebbe un condizionale. Vediamo…
Io amerei il calcio, mi piacerebbe giocarlo e mi piacerebbe capirlo SE non ci fosse una combriccola di lestofanti che mi ha rubato la gioia, il sogno e l’amore incondizionato che solo la passione può far sgorgare dal cuore, dall’anima. La fucilazione rimane una pena che – moralmente – non ripaga del male che hanno fatto nei miei confronti e di altri milioni di tifosi. Dopo questo scandalo, come si potrà mai più credere alla “buona fede” della classe arbitrale? Sono troppi i soldi, sono troppo loschi i raggiri di un ambiente dove dovrebbe prevalere il pensiero del barone De Coubertin.
Ecco il mio stato d’animo su quella che i maggiori giornali già riportano come la tangentopoli del pallone, i furbetti del calcio di rigore o tutti gli arguti e caustici modi di dire che presto il Devoto-Oli ufficerà come della nostra cultura comune. FANCULO.
FANCULO, a questi PIRATI che per una plusvalenza o per un milione di fantastilioni in più si venderebbero anche le loro rispettive madri, troie per definizione. Cosa vogliono accumulare? Tanti soldi da poter comprare la Luna? Vogliono un deposito dove possono tuffarsi? La Cupidigia e la Vanagloria di questi miseri affaristi mi fa ribrezzo.
FANCULO ad una realtà italiana dove la maggioranza dei miei coetanei esegue dei volteggi ginnici per ricevere un migliaio d’euro di stipendio e fa dei sacrifici per potersi permettere un abbonamento alla Sua Squadra per potersi godere il GIOCO PIU’ BELLO DEL MONDO. Solo che adesso sanno che gli conviene tifare la squadra più ricca, quella che può fare i regali più belli, se no non vinceranno mai. È come andare alla corrida per tifare il toro.
FANCULO ai giornalisti, commentatori, giocatori, presidenti, dirigenti, arbitri, guardialinee ed anche ai raccattapalle. Loro sapevano, lo sapevano tutti, e quindi – almeno per la morale – sono colpevoli. Ma del resto a chi conviene parlare, la torta è grande: il coglione che fa abbonamento a sky sport, quello che compra la maglia, quello che fa l’abbonamento e quello che segue controcampo permettono a tutti di vivere bene e quindi perché cambiare il sistema.
Ogni tragedia ha un lato comico, ogni commedia ha un lato tragico
Branco, vi voglio raccontare una storia: c’è un povero ex-ragazzo che probabilmente aveva due cassette di frutta come le mie, che alle ElementariSuperioriUniversità è sempre stato picchiato da tutti perché brutto-pelato ed un pochetto stupido. Questo poverello, dopo anni di grigiore e di torti subiti finalmente riesce a trovare una collocazione nel mondo. Un ruolo che non ha nulla a che vedere con i suoi sogni di bambino (avrebbe voluto fare l’astronauta; NdR) ma almeno riesce a portare a casa il pane - quei sei sette milioni di euro all’anno, il minimo sindacale – è DG delle squadre di serie A. Come un gitano si muove tra il Sud e il Nord Italia ma riesce a trovare un lavoro per il figlio, che è come il padre ma MOLTO più stupido. Sembra che la favola debba concludersi con un lieto fine ma ecco che – forse per parziale riscatto di quella volta che Nino Bazzotti, detto u’carcamagno[cit], in seconda elementare ne ficco la testa dentro alla tazza del vater – comincia a pensare che tutto è merito suo: la squadra vince ed è merito suo, la squadra riceve un rigore a favore ed è merito suo. Gli avversari hanno un espulso la giornata prima ed anche in questo caso è merito suo.
È un evidente disturbo della personalità: comincia a raccontare in giro questa sua personale verità, prima quasi in sordina, nelle cene dove ha bevuto troppo, alla moglie prima della pecorina mensile, al suo barbiere. Negli ultimi anni il fiume della saggezza tracima: si dilunga in telefonate fiume dove racconta e vaneggia dei suoi meriti in questa rispetto a quella, colleziona telefonini e schede per potere parlare anche a tre o quattro persone contemporaneamente. È chiaro a tutti che è pazzo ma – come sempre gli amici sono amici – lo si lascia parlare, in fondo che male può fare se crede d’essere il Napoleone del calcio.
In Italia, però, le persone più innocenti, come il nostro eroe, rischiano d’essere trascinati nella polvere, rischiano che gli venga uccisa l’anima. I colpevoli di questo stato d’insicurezza – come ci ha spiegato sempre il padre della nostra patria, il divino BERLUSCONI – sono sempre questi perfidi e malvagi magistrati: le toghe rosse (se non ricordo male una volta si chiamavano Brigate Rosse, NdR)! Cercano persone felici per inventarsi delle bugie sul loro conto e poterli rovinare. Ed anche in questo caso hanno fatto la stessa cosa: il nostro eroe è Luciano Moggi detto l’innocente agnello sacrificale.
Ed il Branco oggi ha un’occasione, uguale come quella di duemila anni fa, scegliere tra Moggi e Barabba.
BRANCO: Chi volete libero? Moggi o Barabba???
..e come duemila anni fa lasciamo libero Barabba che MOGGI in croce ci sta da DIO
Pony era stata completamente depilata, lavata, profumata e le avevano dipinto le labbra col rossetto. E poi l’avevano incatenata al letto, per poter consentire ai frequentatori del bordello di un villaggio del Borneo indonesiano di godere il piacere perverso di un accoppiamento con una grande femmina di orangutan. Questa storia terribile è raccontata all’Ansa dalla veterinaria spagnola che partecipò al salvataggio e ha ora offerto una nuova vita a Pony, Karmele Llano, 27 anni, di Bilbao. E la giovane basca assicura che il caso non è isolato e la pratica di prostituire gli oraguntan è diffusa soprattutto in Thailandia.
Era incatenata ad un letto mentre lavoratori delle imprese di legname e piantagioni di olio di palma facevano la fila per abusare di lei. «Quando tentammo di liberarla, ci fu una rivolta, ci minacciarono con coltelli e machete - ricorda Karmele - dovemmo ricorrere alla polizia di stato che inviò una trentina di agenti per portar via Pony».
«Il caso Pony non è isolato - assicura Karmele - Sappiamo che in Thailandia è frequente che bordelli utilizzino femmine di orangutan come divertimento sessuale per i clienti, o esibiscano gli animali nei circhi o per spettacoli di boxe».
La notizia di queste «schiave sessuali», divenute tali dopo essere state catturate piccolissime dai trafficanti dopo averne ucciso le madri, è confermata anche da Matilde de Figueroa portavoce della Fondazione Altarriba che si occupa della protezione e difesa di tutti gli animali.
Come dire...alla fine forse il Branco è un'associazione di chirichetti perchè a una perversione di questo genere non ci siamo (ancora) arrivati...
Seno vero o seno rifatto?
E' quasi un gioco da spiaggia, da qualche anno, individuare quali signore hanno pensato di dotarsi di un po' di volume in più. Ma è un gioco che non avrà vita lunga: le più recenti tecniche chirurgiche ormai permettono di avere seni che è praticamente impossibile distinguere dagli altri. Cioè mammelle non più "a palla", che spuntano dal petto come due sfere persino quando la donna sta sdraiata, bensì con forme naturali e armoniche, a goccia dalle proporzioni variabili. E di una morbidezza che già si indovina dal modo in cui seguono i movimenti del corpo, ma non delude neppure al tatto. Insomma un aspetto così convincente che una signora recentemente operata è stata eletta Miss Seno, in uno dei tanti concorsi balneari.
Risultati così clamorosi sono dovuti alla somma di una serie di miglioramenti tecnici che si sono sviluppati negli anni e hanno raggiunto oggi il loro culmine con le protesi mammarie di ultima generazione. Le protesi in questione, ricordiamo, sono una specie di "sacchettini" contenenti gel di silicone medicale dell'ultima generazione a densità variabile, che vengono collocate o sotto il muscolo pettorale o sotto la ghiandola mammaria, a seconda della conformazione e dell'armonia del torace. La via attraverso la quale vengono inserite, precisiamo, è una piccola incisione che segue il bordo inferiore dell'areola attorno al capezzolo: per questo la cicatrice oltre che minima è davvero invisibile.
Queste protesi hanno subito diversi cambiamenti nel tempo: per esempio una volta erano fredde al tatto, mentre quelle odierne sembrano avere già di per sé una temperatura simile a quella corporea. Ma le evoluzioni più recenti hanno riguardato il loro rivestimento e la loro forma.
"La più vistosa, e con i risultati più evidenti, è quella che riguarda la forma" dice il dottor Fabio Claudio Fasulo, chirurgo estetico presso L'Istituto Medico Quadronno di Milano e consulente tecnico del Tribunale . "Fino a qualche tempo fa le protesi mammarie erano dei sacchettini fatti un po' come dei piccoli cuscini rotondi: una sezione di cilindro larga e bassa. Il problema era che questo "cilindro" aveva la stessa altezza sia sul lato che stava nella parte superiore del seno, sia su quello posizionato nella parte inferiore. Così, in alto, la sua forma non favoriva la linea che raccorda petto e seno: e quest'ultimo presentava spesso un rigonfiamento improvviso. E ne risultava l'inestetica conformazione "a palla".
Adesso le nuove protesi hanno risolto questi problemi. Viste di profilo sono più corte di quelle precedenti e soprattutto hanno una forma a goccia variabile: sottile in alto, arrotondata e "panciuta" in basso. Inoltre ve ne sono di altezze diverse e hanno persino sporgenze diverse: in certi modelli la "pancia" è un po proiettata in avanti, per far sporgere di più il capezzolo. Insomma, con queste conformazioni veramente anatomiche e personalizzabili (custom) la forma del seno ora può essere davvero armoniosa, e il lavoro del chirurgo è molto agevolato".
Inoltre altro cambiamento importante è il rivestimento delle protesi: oggi, la loro superficie esterna, al tatto, assomiglia al velluto e non si raffredda mai. Si tratta di un "guscio" di poliuretano (marchiato CE) che ha drasticamente abbassato uno dei problemi estetici più frequenti: la retrazione capsulare. In altre parole, in alcune donne l'organismo formava tutt'intorno alla protesi una "capsula" di tessuto fibroso, duro: di conseguenza il seno sembrava contenere al suo interno una poco piacevole massa dura. Una volta questo inconveniente si verificava nel 30% dei casi; ora nel 3%. E sono praticarnente scongiurati quei fenomeni fibrotici minori che, pur non gravi, impedivano una morbidezza davvero naturale del seno. Ecco perché, sommando tutti questi progressi, ormai il gioco del "seno vero o seno rifatto" sarà difficile che si possa fare ancora.
"Infine", dice ancora il dottor Fasulo, "poiché quando si tratta di protesi mammarie non si può ignorare l'argomento, va anche segnalato che ormai parlare di pericolosità e di rischio di cancro non ha più senso. Negli Istituti dei Tumori di tutto il mondo alle pazienti che hanno avuto l'asportazione del seno viene fatta la ricostruzione con le stesse protesi mammarie che si utilizzano in chirurgia estetica. Inoltre un recente studio franco-canadese condotto su 24 mila donne ha dimostrato che nelle portatrici di protesi il rischio di tumore non solo non aumenta ma addirittura diminuisce della metà. Questo apparente paradosso avrebbe due spiegazioni. Primo, la donna operata è più attenta al suo seno e scopre prima se qualcosa non va. Secondo, pare che la protesi risvegli una maggior "attenzione immunologica" nel seno, e quindi anche nei confronti di eventuali cellule tumorali".
Tutte queste nuove acquisizioni scientifiche sono dunque piacevoli novità per quante volessero un decolletè più armonioso o per quante avessero già un seno rifatto ma un po' troppo identificabile.
Quindi - caro Branco - perchè non proporre a tutte le mogli e le fidanzate un nuovo seno?
MARINI vs ANDREOTTI

Se uno oggi apre un giornale e lo confronta con quelli di dieci, venti o trenta anni fa troverebbe difficile riuscire a capire l’ordine cronologico. Si litiga per le poltrone, i nomi sono sempre gli stessi e noi siamo sempre nella solita italietta.
Forse è solo questione della solita politica clientelare italiana. Poi scorriamo le altre notizie e troviamo il solito sciopero di tutti i mezzi di trasporto, proprio il giorno prima di un ponte. Anche qui passano gli anni ma non passano i vezzi dei piccoli italiani.
Ci sono anche notizie al passo con i tempi: omicidio efferato a Genova o, a scelta, il sanguinoso e tristissimo attentato a Nassiriya. Il Branco non vuole commentare queste notizie, sono solo fonte di preoccupazione e di tristezza.
Da perfetto ESPLORATORE mi incammino nella selva oscura delle pagine interne, scarto altre informazioni che non destano il mio interesse poi…EUREKA! Finalmente la notizia che merita un commento. Una signora sculacciata perché non ha raggiunto gli obbiettivi lavorativi. Non voglio discutere della moralità, della correttezza o dell’umanità del gesto, sarebbe banale. Voglio sognare un metodo analogo per i nostri rappresentanti politici. Nella passata campagna politica, non nascondo, hanno rotto le scatole con promesse, accuse e terrorismo psicologico. Qualcuno ha vinto(forse) e altri hanno perso(forse). Ora io proporrei di applicare un sistema meritocratico per tutti gli eletti. Per chi governerà come per chi si appresta a fare un’opposizione che ricorda la Linea Maginot.
Un sistema semplice di premi e di punizioni corporali per i nostri baldanzosi venditori di fumo (magari si potesse andare da Berlusconi e chiedere 10€ di afgano, NdR): L’Italia riesce a ridurre il debito pubblico? La nostra Anna (Oramai è cosa del Branco) farebbe un pompino al vetusto Prodi.
Il Parlamento si accorda per una legge elettorale con sistema maggioritario e che garantisca una governabilità al paese? Tutti un WE nel quartiere a luci rosse di Amsterdam (Il Branco c’è stato e ne ha trovato giovamento). Ovviamente questi premi – visto l’aria che tira – sarebbero solo sulla carta, interessante sarà la lista delle punizioni che diventerebbe presto attiva.
Berlusconi dice una cazzata (mediamente ogni due ore)? Ci sarebbe un pubblico incaricato per dargli un cricco nei maroni (termine emiliano per indicare i testicoli, NdT), visto che questa attività sarebbe molto stancante, il pubblico incaricato passerebbe tutta la giornata con le mani nella patta di S.B. , sarebbe un incarico a rotazione.
Prodi non riesce ad abbattere il debito pubblico o introduce una nuova tassa? Lo si porterebbe davanti alla statua del Nettuno a Bologna e per due ore tutti gli potrebbero dare due nerbate nel posteriore (con un legno di pioppo che è bello leggerino, non vogliamo che poi non si possa più sedere sulla sua tanto agognata poltrona).
Quel piccolo guastatore di Fausto Bertinotti ostacola il governo per le sue idee radicali e non immediatamente realizzabili? Due giorni a fare le righe con Gibbo.
Alla fine della legislatura quelli che non raggiungessero il giusto livello di performance farebbero i successivi 5 anni a scavare i tunnel che servono per la Torino-Lione, del resto ci tengono così tanto a queste opere..
SOGNARE NON FA MALE…

.......Il Branco (nella foto Gianno, n.d.r.) la preferiva così.......
alle prossime politiche per il sindaco della nostra beneamata cittadina io voterò Federico Martinelli,..........oppure "nessuno dei suddetti" come in un celebre film con Richard Prior...... (che il Mincio ricorderà benissimo)
Ricucci SI o Ricucci NO
…povero Stefano, adesso chi se la tromba la tua Anna?

Partiamo dal fatto che è brutto, oltre ad essere brutto è anche cafone (per festeggiare il suo matrimonio ha tirato i fuochi d’artificio, chi si crede d’essere? Gibbo?!?!), oltre ad essere cafone ora è anche un GALEOTTO SENZA UN SOLDO.
Con grandissima lungimiranza, la bella Anna ha pensato di mettere il “porc al òra” e si è sposata con un finanziere: come anello di fidanzamento l’anello che Joe di Maggio aveva regalato a Marilyn, una villa storica nell’Argentario come regal dimora ed una nuova carriera da Lady Finanza. Secondo me l’aveva vista giusta, niente più pompini ai Produttori, niente più comparsate in televisione e la garanzia che quando la sua bellezza fosse sfiorita ci sarebbe sempre stato un piatto di fagioli caldi ed una capanna in cui vivere. In cambio di questa serenità e nullafacenza ci sarebbero stato il solito concambio: SESSO SESSO SESSO
PURTROPPO il mondo è cattivo. Non permette ad un’onesta signorina di farsi una vita rispettabile. Ora che Anna non è più sui vari giornali GOSSIPPARI è il marito sotto le luci della ribalta: solo perché è un furbetto del quartierino (maledetti magistrati comunisti, NdR), solo perché da Zagarolo vendendo un campo di patate aveva scalato RCS, BNL e ANTONVENETA, solo perché faceva tutto di nascosto, solo perché ha rubato un sacco di soldi e solo perché è a conoscenza di chissà quali oscure trame, solo perché è un uomo di paglia di S.B. (questo non lo scrivo per intero, non ci sono prove… per aiutarvi vi dico solo che possiede Tre Emittenti Televisive Nazionali). Ora Anna è sola, piange nelle trasmissioni televisive, si nasconde dietro ad occhialoni neri, non mostra più le tette… dopo Remì penso sia la storia più triste che conosco.
BRANCO! Urge aiutare la reietta. La proposta è presto fatta: proponiamo a Anna la BRACO’S GOLD CARD. Con questa carta potrà: aggiustare la macchina da Dotti, farsi fare un parcheggio o un pedonale da Gibbo andare a fare la spesa dall’Erminia con il conto della fam. Di Minico. Insomma potrebbe avere quella serenità che gli è stata scippata dal mondo cattivo… ovviamente lei verrebbe eletta VERRA DEL BRANCO per il 2006 ed ognuno di noi potrà approfittare del solito concambio. Tutti tranne STRAFO, lui non è adatto per queste cose…
DA OGGI LANCIAMO QUESTA NUOVA ATTIVITA’ ONLUS….
BRANCO FOR ANNA
